venerdì 30 gennaio 2009

Il soggetto Erasmus

Ho imparato diverse cose qui in Spagna, diverse vuol dire più di una, ho fato l'Erasmus, quindi sono a tutti gli effetti un ottimo cittadino europeo.

Ed è proprio il programma erasmus che sta formando gli studenti europei, una cosa molto comune in tutte le università.

Fino a quando ero a Torino lo studente Erasmus nella mia mente era quello con cui facevo amicizia, verso le ore 5, alla discoteca chalet di Torino, il giovedì sera, alla serata Cutre, dopo 10 euro spesi in alcolici.

Per chiunque non sia mai stato al cutre, non mi sento di consigliarne la visita, devo dire che, non sembra, ma 10 euro spesi in alcolici è veramente tanto, non come a una famosa discoteca di Cavallermaggiore in cui con 10 euro ti ci compri UNA consumazione, tantopiù che io bevo solo birra, e i prezzi sono 2 euro una birra media, 3 euro un cocktail; il succo del discorso è che 10 euro di alcolici sono tanti, e ti ubriacano.

Comunque, quando sono ubriaco tendo sempre a diventare l'amico di tutti, saluto, parlo, offro un sorso della mia bibita, sono un gran compagnone, lo sono anche gli erasmus solitamente, e quindi prima che albeggi 2 chiacchere con questi figuri particolari le facevo sempre.

Ora, nella mia testa gli erasmus erano i ciucchi delle 5 e 30 del mattino al cutre.

Devo dire che quest'idea sostanzialmente non è per nulla sbagliata, dato che penso che la quasi totalità dei locali torinesi propone una volta a settimana una serata erasmus, quindi vuol dire che c'è mercato per questi giovani alcolizzati europei.

Anche se le serate erasmus attirano un buon numero di maschieti italiani convinti di trovarci le belle stangone svedesi, finlandesi o nordiche, e non è così poichè ci trovano invece molti maschietti erasmus in cerca delle nostrane di più bella fattura.

Anche qui a Madrid c'è un'altissima percentuale di locali con serate erasmus, questo fa pensare che nel futuro, tra 20 o 25 anni ci sarà una generazione di ex erasmus con la cirrosi, e verrà destinato un fondo della comunità europea per la cura di questi quarantenni ex-festaioli.

Ecco perchè io stesso penso di non potermi avvalere della qualifica di studente erasmus, data la mia bassa percentuale di serate etiliche, 2 in circa sei mesi, una media troppo bassa per poter far richiesta in futuro di invalidità da soggiorno erasmus.

Però ho potuto vedere grazie alla mia assidua frequenza alle lezioni, che non presentavano orari proibitivi, come si muove, come deve muoversi uno studente erasmus nel su secondo habitat naturale l'università.

Lo studente erasmus cerca agganci di ogni tipo, a inizio soggiorno è disperato perchè solitamente parte senza sapere la lingua del paese in cui è andato, convinto che l'inglese basta e avanza, e a meno che non sia andato in Inghilterra, si ritrova a non capire quasi un cazzo.

Fortunatamente non tutti gli istinti primordiali nell'uomo svaniscono, ed è così che gli erasmus rinobilitano il linguaggio gestuale e i soavi suoni gutturali.

Come dicevo all'inizio dei corsi cerca agganci di ogni tipo, preoccupato dalla difficoltà linguistica, cerca, a gesti, di fare amicizia con tutti, ma sarà fatale il non ricordare i settecentocinquanta nomi delle persone con cui ha tentato di parlare e che a quel punto cominceranno a snobbarlo.

Una volta trovata una sistemazione la preoccupazione svanisce, perchè iniziano l'ebrezza alcolica.

La preoccupazione risale in periodo esami, con la sobrietà momentanea.

Riscende subito dopo il primo esame, anche se fatto con i piedi, infatti l'erasmus non viene mai bocciato dai professori locali, convinti che promuovere uno studente di cui di sicuro non dovranno mai rendere conto sia una cosa giusta, e in fondo lo è.

Quindi sostanzialmente la mia idea di alcolizzati al cutre non era per nulla sbagliata.

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